NOVITAINLIBRERIA.IT ha intervistato Paolo La Paglia, autore di Post Mortem e del recentissimo In Aeternum

P. La Paglia

 

Novità in libreria ha incontrato lo scrittore genovese Paolo La Paglia, fresco del recente successo del suo romanzo horror Post Mortem (Nua Edizioni, 2020) che torna in libreria in questa estate rovente per garantire altri brividi: è infatti in uscita, sempre per Nua Edizoni, In Aeternum, col quale i lettori potranno tornare a Golden Falls e ai suoi inquietanti segreti.

 

Come è nata l’idea di Post Mortem?

 

 

 

Sembrerà strano ma Post Mortem  nasce dalla voglia di leggere qualcosa che non ero mai riuscito a trovare in nessun romanzo: una storia intricata che contenesse diverse figure horror capaci di dare vita a tutta una serie di sotto-trame che, unita alla principale, creassero tensione, suspense e incapacità da parte del lettore di interrompere la lettura; volevo che a ogni pagina il lettore si trovasse di fronte colpi di scena, domande e situazioni che lo estraniassero completamente dalla realtà per regalargli qualche ora di puro divertimento.

 

E di In Aeternum?

 

 

Dopo il successo del primo capitolo, ho ritenuto naturale proseguire con la stessa formula per raccontare il seguito della storia.

 

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

 Meraviglioso! Grazie al mio romanzo ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno contattato subito dopo averlo letto per dirmi quanto si erano affezionate a quel personaggio o quanta paura avevano provato leggendolo di sera sotto le coperte; alcuni mi hanno addirittura  scritto di non aver mai letto un libro horror prima  e che, proprio grazie a Post Mortem, si sono appassionati al genere. Con altri lettori si è creato un vero e proprio rapporto di amicizia e tutto ciò è bellissimo e appagante.

 

 

Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore? 

Fin da piccolo scrivevo brevi racconti magari a seguito di un compito assegnato dalla maestra ma quando, a undici anni, lessi il primo romanzo di Stephen King capii quanto doveva essere appagante creare storie capaci di attirare come una calamita l’intera essenza di una persona;  lo stesso King ha definito la scrittura come una magia e io sono completamente d’accordo, perché credo che la scrittura sia la magia più potente dell’Universo. quando leggi una storia coinvolgente, nulla ha più importanza del voltare la pagina successiva ed è  come se non avessi più il controllo della tua mente, perché un mago è riuscito a farti entrare dentro le pagine di un libro facendoti credere che quella che stai leggendo sia la realtà.

 

Che tipo di lettore sei?

 Onnivoro: leggo horror, i  thriller, i classici, gli storici, i gialli, i reportage e non mi precludo altri generi, purché un libro mi piaccia: non mi faccio remore a interrompere la lettura di romanzi che non mi sanno coinvolgere, ci sono troppi libri belli per perdere tempo con testi che non rientrano nelle mie corde.

 

 

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore  indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

 Fondamentale! La rete è il modo migliore per farsi conoscere per chi non ha alle spalle un colosso editoriale (in realtà credo che valga un po’ per tutte le professioni) pronto a spendere migliaia di euro in pubblicità e la ritengo ancora più importante rispetto alle presentazioni di persona, perché  si arriva a una fetta di pubblico enorme che mai potresti raggiungere, neppure se rimanessi in tour promozionale per un intero anno; inoltre, è in tempo reale perché pubblichi una storia inerente al tuo romanzo e immediatamente è visibile da migliaia di persone.

 

E’ così che hai fatto conoscere al pubblico il tuo primo romanzo?

Post Mortem è uscito durante l’emergenza sanitaria quindi, anche volendo, non avrei mai potuto fare presentazioni e la rete mi ha permesso  di  far conoscere le potenzialità del romanzo e dopo pochi mesi sono arrivati riscontri entusiasti dei lettori.

 

 

 

 

 

 

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