novitainlibreria.it ha intervistato Leonardo Alessandro Tridico, autore di NAMOWAL

Namowal

novitainlibreria.it ha intervistato Leonardo Alessandro Tridico, autore di NAMOWAL

Leonardo Alessandro Tridico, milanese, è l’esordiente autore di Namowal (auto-pubblicazione), un romanzo ambientato nell’antica Cina, che è anche un bel racconto di formazione. Novità in libreria l’ha intervistato per farlo conoscere ai suoi lettori.

Come è nata l’idea di Namowal?

Quando frequentavo l’università e anche in seguito  ho viaggiato tanto e conosciuto e visto molto, soprattutto mi hanno colpito le vicende di donne in lotta in un contesto dominato dagli uomini. Già all’epoca decisi di scriverne e lasciarne traccia.

Hai deciso di scriverlo immediatamente o hai lasciato passare del tempo?

Namowal è  il tipico caso di “libro nel cassetto” : iniziai a scriverlo nel 2008-2009 e all’epoca pensavo sarebbe rimasto un  racconto breve ma dopo aver ricevuto gli apprezzamenti dei pochi lettori ai quali lo avevo fatto leggere, decisi di ampliarlo e così è diventato un romanzo.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Li rispetto e li ringrazio per la loro generosità e attenzione.

Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore?

Già alle scuole medie mi piaceva, come ora, studiare ancor più che leggere e  fissare pensieri, storie ed emozioni con la scrittura. Namowal è nato da una passione; parafrasando Kundera, un romanzo non è una confessione dell’autore, ma un’esplorazione di ciò che è la vita umana nella trappola che il mondo è diventato.

Come ti descriveresti, come lettore?

Mi piace prima leggere e saperne di più dell’autore e poi delle sue opere letterarie.  Vario dai classici ai contemporanei. Ernest Hemingway è il mio autore preferito. Tra gli italiani, ho apprezzato i primi libri di Andrea De Carlo.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Oggigiorno le segnalazioni, le promozioni e il passaparola, anche tramite le reti sociali e la tecnologia, sono fondamentali per far conoscere ed apprezzare i lavori letterari, che rischierebbero di essere conosciuti solamente da una nicchia ristretta di persone.

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