L’intervista a Stefania Maida, autrice di La Scatola Di Latta

Stefania Maida, nata a Soverato, vive a Milano, è l’esordiente scrittrice di La Scatola Di Latta (Youcanprint, 2023) una raccolta di racconti che esplora temi profondi e conduce il lettore in un viaggio emozionante attraverso le vite dei personaggi, facendo riflettere sulle gioie e le difficoltà della vita.

L’abbiamo incontrata e intervistata.

Come è nata l’idea alla base de La Scatola Di Latta?

L’idea nasce dal racconto omonimo, che chiude la raccolta, scritto qualche anno fa e con il quale ho partecipato a un concorso. Fu quello il momento in cui decisi che, se un giorno avessi raccolto i miei racconti in un libro, lo avrei chiamato così.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?

Il racconto “L’odore della nostalgia” è autobiografico, gli altri non hanno riferimenti a persone e fatti reali ma ritengo che chi scrive trasferisca sulla carta se non le proprie esperienze personali, le emozioni che proviamo nel corso della vita, i sentimenti che nascono dall’incontro con persone e avvenimenti che anche se non ci hanno coinvolto direttamente, hanno comunque lasciato un segno, che spesso dimentichiamo ma che riaffiora scrivendo.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

È il mio primo libro e di lettori ne ho ancora pochi ma è stata una bella sorpresa scoprire con quanta attenzione sia stato letto il libro. Ho fatto tesoro anche delle osservazioni e dei commenti che mi hanno trasferito, per questo che ho aperto un sito (www.stefaniamaida.it): per dare la possibilità a chi lo desidera di comunicare con me.

Stefania Maida

Quando e perché hai deciso di diventare una scrittrice?

Ho iniziato a scrivere pochi anni fa come reazione a un episodio di mobbing, non potendo reagire in altro modo, ho usato la penna per sfogare la rabbia scrivendo racconti satirici sull’ambiente lavorativo, li ho riletti a distanza di qualche anno e ho capito che potevo fare di meglio. Mi sono iscritta a corsi di scrittura creativa e ho iniziato ad inviare i miei racconti ai concorsi letterari.

Quali sono i tuoi modelli letterari? A quali libri o scrittrici/scrittori senti di poterti ispirare?

Ho letto moltissimo: scrittori e scrittrici italiani e stranieri, classici e moderni. Il mio sogno – impossibile certo – è scrivere un giorno come Jean Austen o Raymond Carver, ma credo di aver imparato qualcosa da ognuno degli autori che ho letto. Il mio intento è divertire sempre il lettore, evitando di annoiarlo e stimolando la ‘magia’ della lettura! 

È facile conciliare l’attività di scrittrice con la vita di tutti i giorni?

Scrivo per passione non per professione. Oggi sono pensionata e posso dedicare più tempo alla scrittura.

Come ti descriveresti, come lettrice?

Affamata e curiosa… 

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo libro?

Ho inviato il manoscritto alle case editrici tradizionali, senza risposta ovviamente, così ho optato per lla piattaforma Youcanprint: all’inizio ero titubante, ma è stata un’esperienza positiva, ho incontrato professionisti seri che mi hanno assistito in questa bellissima avventura.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Entrambi fondamentali e con le nuove tecnologie – editoriali e di stampa – è possibile contenere i costi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho altri racconti che vorrei pubblicare in una seconda antologia. e vorrei poter scrivere un racconto proprio sulla mia passione per la scrittura, su quella che è stata l’occasione che mi ha dato l’input a scrivere, ma non come romanzo autobiografico, preferirei una visione satirica di quanto mi è accaduto, perché in ogni tragedia si nasconde una parte comica.

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