Intervista al giornalista Guido G. Guerrera, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Rosso Siciliano

Intervista al giornalista Guido G. Guerrera, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Rosso Siciliano

Oggi facciamo due chiacchiere con Guido Guerrera, giornalista siciliano di origine ma toscano di adozione, autore di Rosso Siciliano (Minerva Edizioni, 2025), un romanzo di formazione che racconta il dramma di vivere la diversità e l’anima più profonda e inquieta di una Sicilia assolata, morbosa e passionale.

Guido G. Guerrera

Da dove è nata l’idea alla base di Rosso Siciliano ?

Rosso Siciliano nasce dal flusso dei ricordi legati alla mia infanzia, trascorsa nel paese di mia nonna: quelle atmosfere hanno plasmato la mia intera esistenza e Rosso Siciliano  è  un omaggio alla mia terra dove ho appreso cose e conosciuto persone di grande significato e valore.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicenda del tuo libro?

Cerco di prendere le distanze, ho evitato la trappola piuttosto insidiosa dell’autocitazione, o peggio, dell’autobiografia.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Scrivere un libro è come dare la libertà a un figlio diventato adulto,  aiutarlo a farlo volar via con le proprie ali, sorvegliandolo, attento alla sua evoluzione: sono convinto che anche chi legge debba essere assolutamente libero di operare le proprie scelte. Dirò di più: sono i libri a venire da noi, a cercarci e non viceversa. Forse solo in questo modo  possono svolgere la loro azione di crescita culturale e interiore.

Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore?

Ho scritto sin da ragazzo, rivolgendomi ovviamente a un pubblico esiguo e i miei primissimi libri sono stati una serie di saggi sull’esoterismo per le Edizioni Mediterranee, collana Hermes; ero molto interessato all’epoca a quelle tematiche che hanno contribuito a dotarmi di principi spirituali ancor oggi molto utili.

Perché scrivi, oggi?

 La scrittura mi è servita e continua a servirmi a esplorare orizzonti nuovi e scrutare nelle mie stesse profondità.

Quali sono i tuoi modelli letterari?

Non ho modelli letterari precisi e anche se ne avessi qualcuno, tenterei di liberarmene.

Comunque posso dire che dopo Hemingway, che reputo immenso, ammiro moltissimo Maugham e Marquez, ben cosciente quanto quest’ultimo talvolta influenzi il fluire dei miei pensieri che si fanno scrittura.

E’ facile conciliare l’attività di scrittore con la vita di tutti i giorni?

È un esercizio molto disciplinato, difficile, ma bisogna farcela perché viviamo in questo contesto temporale: non può più esistere  lo scrittore che si chiude per giorni nella sua cameretta con la finestra aperta su amenità lacustri, esigendo tranquillità assoluta e in lotta con l’ispirazione. Chi crede in questa sciocchezza, non sarà mai destinato ad essere uno scrittore: scrivere è metodo, impegno e fatica, un lavoro serio.

Che tipo di lettore sei?

Un cretino che per ospitare i suoi circa tremila libri è stato costretto, anni fa, ad acquistare un piccolo appartamento, adibito a studio e biblioteca: appartengo alla sparuta cerchia di scrittori che ha letto voracemente un numero impressionante di libri, scrivendone tutto sommato pochi. Oggi è spesso il contrario.

Come sei arrivato alla pubblicazione del tuo libro?

La pubblicazione è avvenuta grazie all’editore Roberto Mugavero di Minerva  per i cui tipi avevo già pubblicato. Minerva Edizioni è oggi una realtà editoriale importante, una casa editrice molto selettiva, autentica  da tutti i punti di vista e che crede nei propri autori.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Le reti sociali sono in grado di connettersi con un gran numero di persone e possono essere un ottimo strumento, una cassa di risonanza in grado di funzionare specialmente se lo sforzo è congiunto e quando l’autore non è del tutto uno sconosciuto, ma credo poco nei casi letterari che esplodono dal nulla, in genere si tratta di gustosi espedienti pubblicitari.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto scrivendo un libro, una biografia romanzata basata sulla vita personale e artistica di quel colosso della musica che è stato Demis Roussos, il cantante del gruppo Aphrodite’s Child che ha poi intrapreso la carriera da solista. Si tratta di un lavoro complesso che comporta tutta una serie di ricerche, di documentazioni e interviste.

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