
Abbiamo intervistato Laura Gronchi, scrittrice toscana che ha già pubblicato diversi titoli e, da poco, è in libreria con la sua ultima fatica Risvegli (auto-pubblicazione, 2026) che coniuga un ritmo sostenuto a una trama ricca di colpi di scena nella quale non mancano le sfumature sentimentali.
Conosciamola insieme.
Come è nata l’ispirazione a scrivere Risvegli?
Da un sogno: nel deserto, una guerriera africana correva verso un uomo che si sporgeva da un aereo per afferrarla. Nei giorni successivi ho cercato di ricordare qualcosa, ma venivano fuori soltanto domande: chi era lei? Chi era lui? Cosa ci facevano lì? Erano italiani o stranieri? Mi sono seduta al PC con l’intenzione di liberarmi la testa da quella che stava diventando una fissazione, ne è nato un romanzo di oltre trecento pagine.
Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?
Nei miei romanzi sono sempre presenti personaggi e situazioni ispirati al mio vissuto, alle mie conoscenze e alle mie esperienze.
Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?
Mi piace parlare con chi ha letto i miei scritti per capire cosa piace, cosa poteva essere fatto meglio, lodi e critiche, come quella di una lettrice che ha ammesso di non aver apprezzato Risvegli perché credeva che fosse un libro di altro genere. Capita .
Quando e perché hai deciso di diventare una scrittrice?
Sono passata alla scrittura oltre dieci anni fa, perché ero stufa dei soliti libri delle grandi firme, tutti politicamente corretti, tutti strutturati allo stesso modo, editati seguendo gli stessi schemi: a pagina cinquanta di qualsiasi testo avevo già capito il seguito e come sarebbe finito.
Eravamo agli albori delle auto-pubblicazioni e, intrigata dalla novità, ho finito per scrivere da sola la storia che avrei voluto leggere. Da lì la mia immaginazione si è scatenata e io l’ho diretta in vari racconti e romanzi.
Quali sono i tuoi modelli letterari?
Il mio amore per la lettura lo devo soprattutto ai romanzi di Wilbur Smith, il grande scrittore sudafricano che mi ha fatto sognare a lungo con i suoi paesaggi selvaggi, i deserti infuocati e i personaggi indomiti: Risvegli è ispirato a quel tipo di romanzo, inoltre apprezzo la scrittura semplice e lineare di scrittori come Cohelo, Allende, Carrisi.
E’ facile conciliare l’attività di scrittrice con la vita di tutti i giorni?
Mi è capitato di rinunciare a incontri o uscite per restare sui miei testi e, a volte, mi è pesato, ho avuto l’impressione di rinunciare a brandelli di vita.
Che tipo di lettrice sei?
Leggo di tutto: classici, contemporanei, storici, gialli, thriller, fantasy, sci-fi, purché sia scritto bene e abbia una trama avvincente, a esclusione dell’erotico e del rosa; di Paulo Coelho ho letto quasi tutti i romanzi, anche di Isabel Allende, apprezzo il realismo magico di stampo sudamericano.
Adesso sto leggendo i thriller di Donato Carrisi, mentre non amo i romanzi epistolari e quelli pieni di infodump nei dialoghi, definiti in inglese “as you know, Bob”, come sai Bob, un espediente letterario che detesto.
Tu hai spesso scelto la via dell’auto-pubblicazione: vuoi dirci perché e come giudichi questa esperienza?
Ho avuto esperienze sterili pregresse con due case editrici diverse, che non hanno provveduto alla promozione dei romanzi, così ho pensato che muovermi in modo autonomo fosse la scelta migliore.
Pubblicare con Amazon è abbastanza semplice, ci sono delle guide che aiutano gli autori alle prime armi ma quando si vogliono usare le promozioni, ho trovato intoppi di ogni tipo: profilo autore scollegato, la carta di credito valida per gli acquisti non è valida per le ADS, assistenza inesistente. Su questo versante, Amazon è parecchio complicato e limitato.
Visto che sto ancora sperimentando, il prossimo passo sarà verso Youcanprint, l’assistenza sembra migliore.
Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?
Seguendo i consigli gratuiti del blog di Youcanprint associati a quelli di un’agenzia pubblicitaria on line, ho riattivato la mia presenza sui social, abbastanza latitante negli anni passati; non ho studiato marketing e non ho la scaltrezza di un’ influencer, cerco di creare post interessanti e pubblicare con costanza su diversi canali sociali però è una faticaccia e il ritorno poco eclatante.
Ci sono vari servizi di interviste gratuite o a basso costo, cerco di partecipare per mantenere acceso l’interesse sul mio romanzo, poi staremo a vedere, ho fissato un budget, quando raggiungerò il limite, a seconda dei risultati, smetto.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho terminato la stesura di un romanzo breve ispirato al monologo Circe, la mia verità, già pubblicato nell’antologia “Le Immaginate”, edizioni Il Foglio. Sono alla terza rilettura, poi seguiranno le correzioni di rito.



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