Intervista a Francesco Molina in occasione dell’uscita del suo romanzo Lusitano – Il rimorchiatore del destino

Intervista a Francesco Molina in occasione dell’uscita del suo romanzo Lusitano – Il rimorchiatore del destino

Francesco Molina

Francesco Molina è nato a Vigevano nel 1961: appassionato di nautica e navigazione, ha maturato esperienza diretta nel mondo del mare e delle barche e questa passione ha dato vita al romanzo Lusitano – Il Rimorchiatore del Destino  (Lampi di Stampa, 2026), un romanzo d’avventura che racconta la vita sul mare, l’amicizia e il fascino del viaggio.

Lo abbiamo intervistato per farlo conoscere ai nostri lettori e lettrici.

Come è nata l’idea alla base de Lusitano – Il Rimorchiatore del Destino?
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Da una cosa che mi è capitata nel 2016, durante un viaggio di lavoro in Portogallo dove vidi un vecchio rimorchiatore oceanico abbandonato: era arrugginito, fermo da anni, ma aveva ancora qualcosa di incredibilmente affascinante, così lo fotografai e iniziai a immaginare quali viaggi avesse affrontato e cosa sarebbe potuta diventare se qualcuno le avesse dato una seconda vita; un anziano pescatore  mi raccontò che quel rimorchiatore, molti anni prima, aveva compiuto grandi imprese in mare.

Otto anni dopo, quasi per caso, mi sono ritrovato tra le mani le vecchie foto di quel rimorchiatore e, senza pensarci troppo, ho preso un foglio e ho iniziato a scrivere appunti unendo le mie esperienze reali, la conoscenza delle imbarcazioni e la fantasia.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?

  Nei personaggi di Lusitano – Il Rimorchiatore del Destino c’è molto delle mie esperienze personali, anche se nessuno di loro rappresenta completamente me stesso; anche molti dei personaggi secondari incontrati durante il viaggio sono ispirati a persone conosciute realmente nei vari paesi visitati nel corso della mia vita.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Mi piace confrontarmi con i lettori, rispondere alle loro curiosità e raccontare ciò che si cela dietro i personaggi, i luoghi e le vicende narrate.

 Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore?

 Non ho mai deciso di diventare uno scrittore: per molti anni è stata una necessità professionale ma durante i miei  viaggi nel mondo, ho sempre avuto l’abitudine di annotare esperienze, impressioni, incontri e ricordi, più per esigenza personale che con l’idea di trasformarli un giorno in narrativa.

Quali sono i tuoi modelli letterari?

 Non ho particolari modelli letterari né scrittori ai quali mi sono ispirato: non sono mai stato un grande lettore e ho semplicemente seguito il mio istinto, raccontando storie, luoghi ed emozioni nel modo più naturale possibile.

E’ facile conciliare l’attività di scrittore con la vita di tutti i giorni?

 Avendo un lavoro autonomo, per me è stato più semplice gestire il tempo da dedicare alla scrittura. Non avevo orari rigidi e spesso, una volta terminati gli impegni professionali, quando arrivava l’ispirazione aprivo il file del romanzo e iniziavo a scrivere, a volte per ore, fino a notte fonda. Poi magari lasciavo il libro fermo per uno o due giorni, per riprenderlo successivamente con una visione più lucida.

Come sei arrivato alla pubblicazione del tuo libro?

 Una volta terminato il mio libro  la prima domanda che mi sono posto è stata: “E adesso cosa ne faccio?”. Non avevo esperienza nel mondo editoriale e non avevo pianificato di diventare uno scrittore; quindi, inizialmente ero piuttosto indeciso sul percorso da seguire.

A volte però anche un pizzico di fortuna aiuta. Tramite conoscenze di famiglia ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con un professionista del settore editoriale, al quale inviai il manoscritto senza particolari aspettative, semplicemente per avere un parere sincero e competente. Dopo circa un mese mi contattò esprimendo un giudizio molto positivo sul romanzo e fu proprio lui a convincermi che la storia meritava di essere pubblicata.

Da quel momento ho deciso di affidarmi alla sua esperienza: ha seguito l’editing del testo, la preparazione editoriale e la realizzazione tramite stampa digitale POD.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Credo che oggi le nuove tecnologie abbiano un ruolo fondamentale per uno scrittore indipendente o per chi pubblica al di fuori dei grandi gruppi editoriali: strumenti come la stampa digitale POD , le piattaforme online e la comunicazione attraverso i canali sociali  offrono possibilità completamente nuove anche ad autori esordienti o indipendenti, che possono far conoscere le proprie opere, costruire un rapporto diretto con i lettori e presentare i propri libri in modo professionale, senza dover affrontare investimenti economici eccessivi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 Per la fine dell’anno è prevista l’uscita del secondo capitolo della saga del Lusitano, arricchendosi di nuove avventure, incontri e di una grande storia d’amore che accompagnerà i personaggi e coinvolgerà emotivamente i lettori.

Sto inoltre concludendo il terzo capitolo della trilogia, previsto per il 2027, che rappresenterà la conclusione del viaggio.

Parallelamente sto lavorando anche a un progetto completamente diverso: un libro dedicato alle vecchie fabbriche italiane abbandonate, luoghi oggi decadenti e spesso dimenticati, ma che conservano ancora memoria, storie e testimonianze importanti del nostro passato industriale e umano e che hanno ancora qualche cosa da dirci.

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