ANTONIO CRETELLA: l’intervista di novitainlibreria.it

La morte che verrà

ANTONIO CRETELLA – intervista

A. Cretella
Antonio Cretella

Antonio Cretella poeta e musicista casertano, in attività dal 2007 e vincitore del premio Bologna In Lettere 2018, fa parte del collettivo letterario Lulu che fa storie: lo abbiamo intervistato per i nostri lettori.

L’ultimo libro che hai pubblicato è La Morte Che Verrà (Lulu Che fa Storie, 2021), ambientato nel mondo dello spettacolo e molto diverso dalle tue pubblicazioni precedenti: come è nata l’idea?

Come una sorta di scommessa: la mia editrice mi aveva proposto di scrivere qualcosa di umoristico, e mi è venuto in mente di creare una storia grottesca sul mondo dello spettacolo; la scrittura umoristica era già nelle mie corde e con questo libriccino ho avuto modo di metterla in pratica allontanandomi per un po’ dalla poesia.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?

Nei libri di poesia c’è tutto di me,  nelle mie liriche mi metto a nudo completamente: Aleph (Lulu Che fa Storie, 2019) è nato dal dolore della perdita di mia madre, Protoparole (Lulu Che Fa Storie, 2019) è più cerebrale, di ricerca, ma c’è il tema della difficoltà di comunicazione, come la intendeva Michelangelo Antonioni: è un mio tema ricorrente proprio perché vissuto in prima persona.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Sfuggente. Frequento poco i possibili luoghi di aggregazione.

Quando e perché hai deciso di diventare uno scrittore?

Ci pensavo già a dodici anni:  a quel tempo avevo l’ambizione di entrare di un’antologia scolastica.

Quali sono i tuoi modelli letterari? A quali libri o scrittori senti di poterti ispirare?

La critica mi ha paragonato a Valduga e Caproni: non mi sento di contraddirli.

E’ facile conciliare l’attività di scrittore/scrittrice con la vita di tutti i giorni?

Sì, perché non è la mia attività principale: non ho vincoli, scrivo solo come e quando ne sento il bisogno e mi posso concedere il lusso di non scrivere affatto.

Come ti descriveresti, come lettore?

Selettivo al limite del fanatismo e del tutto infedele: abbandono i libri appena mi accorgo che non fanno per me.

Che tipo di letture preferisci?

Leggo moltissima saggistica, sia per questioni di lavoro, sia perché amo immergermi nelle costruzioni a tesi e magari trovarvi delle magagne e delle fallacie logiche.

Come sei arrivato al collettivo Lulu che fa storie , che poi ha pubblicato i tuoi lavori?

Qualche anno fa ebbi la fortuna di conoscere la mia amica Cristiana Danila Formetta: lei ha creduto nel mio potenziale, perciò quando mi ha proposto di pubblicare per lei, ho accettato immediatamente.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Non si va da nessuna parte senza rete e questo vale anche per la musica: in realtà, già vent’anni fa era praticamente impossibile riuscire a raggiungere il pubblico solo con le proprie forze, oggi il supporto delle reti sociali è indispensabile.

L’inevitabile rovescio della medaglia è la sovrabbondanza di materiale non sempre di buona qualità che spesso soffoca produzioni valide.

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