Intervista a Shahram Sherkat: Il demone di Roma è il suo primo romanzo

Intervista a Shahram Sherkat: Il demone di Roma è il suo primo romanzo

Shahram Sherkat è un medico nato a Teheran nel 1963 e da anni residente in Italia: appassionato di narrativa e letteratura, ha, da poco, pubblicato il suo primo romanzo  Il Demone Di Roma, un romanzo nel quale si intrecciano storia, teologia e mito, e che ha per reale protagonista Roma e uno dei suoi figli più misteriosi.

Lo abbiamo incontrato e intervistato per i nostri lettori.

Shahram Sherkat

Come è nata l’idea alla base deIl Demone Di Roma?


 Roma è sempre stata per me una fonte inesauribile di stimoli e studiando la storia degli scavi, soprattutto tra Controriforma e Barocco, ho compreso come il desiderio di renderla più grandiosa e attrattiva per i nuovi credenti avesse spesso portato a violare i suoi strati più antichi. Da questa consapevolezza è nato il libro.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?

Le vicende e i personaggi hanno preso forma in modo indipendente dalle mie esperienze e spesso mi sono trovato io ad assimilare aspetti a me sconosciuti.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Vorrei essere nei loro occhi e rileggere attraverso loro il mio romanzo, per provare i loro sentimenti e scoprire se sono riuscito a trasmettere le emozioni che ho provato nello scrivere questa storia.

Cos’è la scrittura, per te?

Cosa c’è di più magico del costruire mondi? Scrivere è una schizofrenia virtuosa che ti apre porte interiori che non sai di avere, è la materializzazione di tutto quello che hai letto in precedenza e di tutte le tue esperienze personali.

Quando e perché hai deciso di diventare scrittore?

La passione per la scrittura nasce dai miei genitori, che fin da bambino mi hanno spinto a conoscere e comprendere la cultura del paese in cui mi ero trasferito, trasmettendomi l’idea che la cultura sia uno strumento di libertà e che conoscere la storia, la letteratura, l’arte e le tradizioni di un popolo permetta di viverci con maggiore consapevolezza e dignità; l’Italia e Roma hanno alimentato questa passione, grazie alla loro ricchezza culturale e alla profondità della loro storia. Credo che questo sia un paese che premia chi desidera davvero conoscerlo e comprenderlo. 

Quali sono i tuoi modelli letterari?

Eco, Camilleri, Pirandello. Mi piacciono gli scrittori che sono capaci di descrivere senza essere didascalici, che  mi stimolano ad approfondire gli eventi storici, culturali e i personaggi narrati.

E’ facile conciliare l’attività di scrittore con la vita di tutti i giorni?

Svolgendo un lavoro molto impegnativo, ho poco tempo da dedicare a questa passione, però ci riesco: non è tanto una questione di rigore o perseveranza ma di una voglia fisiologica di evadere, di dimenticare, per pochi istanti al giorno, i drammi e le difficoltà quotidiane.

Che tipo di lettore sei?

Purtroppo, con l’età sono diventato intollerante: spesso, abbandono la lettura e sono ormai pochi i romanzi che riesco a finire.

Come sei arrivato alla pubblicazione del tuo libro?

Una volta scritto il romanzo, l’ho inviato a un paio di agenzie letterarie ma nessuna ha preso l’impegno di promuovermi presso un editore, per una carenza di mercato per il genere narrativo della mia storia, il thriller storico con elementi soprannaturali.

La scheda di lettura del premio Calvino e alcune critiche incoraggianti, raccolte in due edizioni del concorso Io scrittore, mi hanno indotto all’auto-pubblicazione.

Che tipo di esperienza è stata?

Molto divertente. Mi sono trasformato non solo in editore di me stesso ma addirittura in un tipografo, ho scoperto aspetti dell’editoria che mi hanno stimolato e affascinato. Non è stato semplice, ma con l’aiuto dell’intelligenza artificiale sono riuscito ad avere un prodotto finale dignitoso, meritevole di essere esposto sugli scaffali delle librerie.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Per uno scrittore esordiente i canali sociali sono la vera rivoluzione, mentre le piattaforme come Amazon e Youcanprint rappresentano uno strumento essenziale per poter “uscire” e dimostrare sul campo la validità del proprio lavoro. Ora non ci sono più scuse: se il tuo libro vale, vedrai che sarà letto. 

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