Abbiamo intervistato Sara Bruni, in occasione dell’uscita del suo romanzo L’idea di te

Abbiamo intervistato Sara Bruni, in occasione dell’uscita del suo romanzo L’idea di te

Sara Bruni nata a Roma nel 1984 ha esordito con un racconto dal titolo “Era notte” e nel 2025 ha pubblicato L’Idea Di Te (Auto-pubblicazione, 2025), un romanzo, delicato ma potente, che offre una chiave per mettere in guardia chiunque dal pericolo di una relazione tossica.

Sara Bruni

Come è nata l’idea alla base del tuo romanzo?

Dalla storia di una cliente che ho seguito molto da vicino, catapultandomi dentro la sua realtà in ogni dettaglio più intimo.

Quanto c’è di te e delle tue esperienze personali nei personaggi e nelle vicende dei tuoi libri?

La protagonista, G., ha incarnato alcune delle mie più profonde fragilità, consentendomi, se pur con un artificio letterario, di mettermi a nudo.

Qual è il tuo rapporto con i tuoi lettori?

Ci confrontiamo. E’ stimolante.

Quando e perché hai deciso di diventare una scrittrice?

Ho rimandato per troppi anni quella che da sempre è stato un mio sentire, qualcosa che ho sempre saputo appartenermi. Pensavo che lo avrei fatto più avanti ma poi ho avuto una pulsione che non ho voluto più frenare.

Quali sono i tuoi modelli letterari?

Tra i miei punti di riferimento letterari, c’è tutta la letteratura latina e greca, Ovidio, Catullo e Aristofane o Sofocle, c’è Cesare Pavese, c’è Italo Svevo, c’è Han Kang che mi ha rapito ed in cui mi ritrovo molto, c’è Oscar Wilde e vorrei riuscire a raggiungere la fantasia di Gabriel Garcia Marquez.

Cosa rappresenta, per te, la scrittura?

La scrittura per me è un istinto, non è uno sforzo, non è un impegno, dà senso alla mia vita, è qualcosa di cui non poter fare a meno.

Che tipo di lettrice sei?

Passionale e impetuosa: o il libro mi cattura dalle prime pagine oppure rimane sul mio comodino (nella speranza che prima o poi gli darò una seconda chance)  in attesa di venire trasferito nella libreria. Se ho troppe cose per la mente, se non riesco a rilassarmi non riesco ad immergermi nel libro.

Perché hai scelto l’auto-pubblicazione? Come hai raggiunto il tuo obiettivo?

Un’amica mi ha suggerito intanto di iniziare con una pubblicazione indipendente su Amazon, cosi per far girare il libro ma ho dovuto pensare e provvedere da sola all’impaginazione, i margini, le gabbie, le smarginature…insomma ho dovuto studiare ogni minimo dettaglio.

Ho tentato di inviare il testo a qualche casa editrice che ancora accetta l’invio del materiale (qualche dico perché la maggior parte hanno i canali chiusi) ma  sono stata contattata da una di quelle a pagamento e ho rifiutato. Non è questa l’idea del mio libro ed il pensiero che scorre dietro quella che vorrei fosse una diffusione attenta e accurata.

Come valuti l’influenza e l’importanza delle reti sociali e della tecnologia per uno scrittore indipendente o comunque che pubblica al di fuori dei colossi dell’editoria?

Ad oggi, gli strumenti di diffusione sociale sono gli unici che permettono agli autori esordienti di farsi conoscere ed eventualmente apprezzare.

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